(MILLECANALI) CONTROTENDENZA: LA REGIONE LAZIO E LA FONDAZIONE ROSSELLINI

In questo scenario congelato, ovvero effervescente nella sua regressività, e deprimente, un qualche segnale di speranza viene dal livello “locale”, con molte Regioni italiane che – sul modello francese – attivano “film fund” e rafforzano le “film commission”. In particolare, il Lazio. Laddove lo Stato centrale, colpevole di disinteresse,latita, le Regioni sembrano quasi incarnare un ruolo (improprio, peraltro), di supplenza, nelle politiche a favore dell’audiovisivo. La giunta regionale ha resistito tetragona, dopo le dimissioni di Piero Marrazzo per la nota vicenda delle sue passioncelle erotiche personali, ed è stata perseguita, anche negli ultimi mesi, una linea cultural-economica, avviata dal 2007, che vede nell’industria audiovisiva una delle leve fondamentali dello sviluppo territoriale. Politica audiovisiva basata sia su interventi consistenti (nell’ordine delle decine di milioni di euro, finalizzando al meglio anche i fondi europei) sia su un policentrismo di azioni (e di soggetti): fondi sia  dell’Assessorato alle Politiche Culturali, retto da Giulia Rodano, sia della Presidenza (retta attualmente da Esterino Montino, ma con la regia del Segretario Generale Francesco Gesualdi), sia attraverso società controllate dalla Regione, come la Filas – Finanziaria della Regione, e come Sviluppo Lazio, ma anche Bic Lazio, e Bil – Banca Impresa Lazio, e finanche UnionFidi Lazio…

Un insieme di interventi, sul versante strutturale e sul versante finanziario, che dovrebbero essere studiati da Romani, Scajola, e da Bondi, se si volesse passare dalla retorica delle belle intenzioni alla effettiva fattualità: servono progetti (reali) e finanziamenti (concreti), altrimenti si corre il rischio di teorizzare le nozze coi fichi secchi, prassi tipica di molti italici “politici di professione”. In questo contesto regionale in qualche modo rassicurante (augurando che Bonino o Polverini non disperdano questa eredità), va segnalata l’attività di un nuovo “player”, che nasce regionale ma ha ambizioni nazionali (e non solo): si tratta della Fondazione Roberto Rossellini per l’Audiovisivo, fondata a fine 2008 come Fondazione Lazio per lo Sviluppo dell’Audiovisivo, il cui cambio di “naming” nel corso del 2009 evidenzia la vocazione nazionale del progetto. LaFondazione Rossellini si pone come strumento per il sostegno dell’industria audiovisiva nazionale, attraverso varie attività: formazione, ricerca, studio, marketing, promozione internazionale, sostegno finanziario…

Sarà la Fondazione Rossellini a gestire – tra l’altro – la novella edizione dell’ormai affermato Roma Fiction Fest. Dotata di risorse economiche adeguate (budget di una decina di milioni di euro per la fase di “startup”), ha visto nella Regione Lazio il socio fondatore, ma sono già soci alcuni dei maggiori “attori” del sistema audiovisivo italiano, sia istituzionali sia imprenditoriali: il Ministero per gli Affari Esteri ed il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, l’Anica e l’Agis. Presieduta da Francesco Gesualdi, ha tra i propri consiglieri il Presidente dell’Anica Paolo Ferrari ed un rappresentante degli autori del calibro di Giuliano Montaldo, mentre Giampaolo Letta (Amministratore Delegato di Medusa) è Vice Presidente. Tra le iniziative promosse dalla Fondazione Rossellini, assume particolare importanza, per chi crede in un “policy making” che faccia tesoro della lezioni di Luigi Einaudi (“conoscere per deliberare”), il lancio di un’iniziativa nuova e sperimentale: l’Osservatorio Internazionale sull’Audiovisivo e la Multimedialità (vedi “box”).

Si tratta di un innovativo laboratorio di studio ed analisi  comparativa internazionale delle politiche culturali e delle economie mediali, che intende fornire alla comunità professionale del cinema, della Tv, dell’audiovisivo, della multimedialità, inediti strumenti di conoscenza all’altezza delle sfide in atto. Ben oltre gli “osservatori” attualmente esistenti (da quello della Siae a quello del Mibac), che forniscono set di dati certamente utili, ma sono insufficienti ad intercettare i trend di scenario.

L’Osservatorio IsICult-Millecanali interagirà con il nuovo Osservatorio, ideato da IsICult e Luiss Business School e fatto proprio dalla Fondazione Rossellini.

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